RASSEGNA STAMPA flatiron building 2009
RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE
MILANO FINANZA 07-02-2009
LA REPUBBLICA – AFFARI & FINANZA – 202-02-2009
LA NAZIONE 27-01-2009
MILANO FINANZA 27-01-2009
AVVENIRE 27-01-2009
OGGI AMERICA - quotidiano italiano - 27 gennaio 2009
IL GRUPPO Sorgente ha finalizzato in questi giorni l'acquisto di una quota di maggioranza nel Flatiron Building, uno dei grattacieli storici di Manhattan, e non esclude in futuro di giungere ad una partecipazione del 75%. Come ha indicato Valter Mainetti, Amministratore Delegato di Sorgente Spa, il pagamento è previsto in due tranche, la seconda delle quali verrà versata a giugno. Secondo la stampa Usa, il Flatiron è valutato circa 190 milioni di dollari e l'obiettivo finale del gruppo Sorgente è di trasformarlo in un albergo di lusso, nei prossimi anni. Il Daily News sostiene che ci vorrà una decina d'anni almeno, fino a quando cioé scadranno gli ultimi contratti di affitto. Il principale inquilino è la casa editrice St.Martin Press. I permessi per trasformare il grattacielo in albergo già ci sono e la Landmark Preservation Commission, la commissione che tutela i monumenti storici, ha dato il suo via libera: basta che la facciata storica non venga modificata. Il Flatiron, noto per essere il più 'magro' dei grattacieli newyorchesi, con la sua tradizionale forma triangolare, si trova all'incrocio della Quinta e della 23.ma strada, proprio dove Broadway, una delle poche arterie diagonali dell'isola, passa dall'Ovest all'Est di Manhattan. È stato costruito nel 1911 e per diversi anni è stato, con i suoi 18 piani, il grattacielo più alto di New York. L'operazione sul Flatiron è stata possibile, tra l'altro, grazie alla vendita, nei mesi scorsi, della quota che il gruppo Sorgente possedeva nel Chrysler Building, un'altra icona della Grande Mela. Il Chrysler, il grattacielo preferito degli americani, è finito sotto il controllo di un fondo sovrano di Abu Dhabi, che ha pagato 800 milioni di dollari per una quota di controllo pari al 75% del totale.
MF-DJ - 26 gennaio 2009
Si e' conclusa il 16 gennaio 2009 la trattativa che attribuisce a Sorgente Group la maggioranza del pacchetto azionario della societa' proprietaria del grattacielo simbolo di New York: il Flatiron Building. "Con questa ulteriore acquisizione, il Gruppo romano supera il 50% della proprieta' ed ha un ulteriore possibilita' di incrementare la partecipazione fino al 75% circa -ha dichiarato Valter Mainetti, a.d. di Sorgente Group- Il pagamento e' stato previsto in due tranches, una immediata e una nel prossimo giugno".
AGI - 26 gennaio 2009
Flatiron Building, il famoso grattacielo triangolare, il primo al mondo costruito in acciaio e vera icona newyorkese, e' italiano. Sorgente Group ha infatti concluso la trattativa che le attribuisce la maggioranza del pacchetto azionario della societa' proprietaria dello storico edificio. "Con questa ulteriore acquisizione, il Gruppo romano supera il 50% della proprieta' ed ha un'ulteriore possibilita' di incrementare la partecipazione fino al 75% circa." - ha dichiarato Valter Mainetti, amministratore delegato di Sorgente Group S.p.A. - "Il pagamento e' stato previsto in due tranches, una immediata e una nel prossimo giugno". La trattativa e' stata condotta dal direttore generale di Sorgente SGR, Stefano Cervone, e Veronica Mainetti da New York, responsabile delle attivita' di investimento negli USA. La controparte e' rappresentata da Jeff Gural, numero uno della Newmark Knight Frank, primario operatore immobiliare di New York. Gural manterra' una partecipazione di minoranza nella proprieta' e restera' affidata a Newmark Knight Frank la gestione del Flatiron. Il Fuller Building, meglio conosciuto come Flatiron per la sua forma "a ferro da stiro", progettato da Daniel Hudson Burnham e costruito nel 1902 nel cuore di New York, tra la Fifth Avenue, Broadway, la 23ma e la 22ma Strada, concretizza la strategia di investimento immobiliare che Sorgente Group ha attuato negli ultimi anni sulla scena del Real Estate market a Manhattan. La caratteristica struttura in acciaio fu la prima del genere nel periodo di boom della costruzione dei primi del '900. Sorgente Group S.p.A. conta cinque fondi immobiliari (quattro in Italia e uno in Lussemburgo) e si posiziona, con un patrimonio di 1,381 miliardi di euro, ai primi posti nel mercato italiano, un segmento caratterizzato da una crescita esponenziale negli ultimi sei anni con piu' di 100 fondi real estate e 30 operatori specializzati.
Il Sole 24 Ore Radiocor - 26 gennaio 2009
Roma, 26 gen - Si e' conclusa lo scorso 16 gennaio la trattativa che attribuisce a Sorgente Group la maggioranza del pacchetto azionario della societa' proprietaria del grattacielo simbolo di New York, il Fuller Building. Meglio conosciuto come 'Flatiron' per la sua forma "a ferro da stiro", l'edificio e' stato progettato da Daniel Hudson Burnham e costruito nel 1902 nel cuore di New York, tra la Fifth Avenue, Broadway, la 23ma e la 22ma Strada. L'operazione, afferma una nota, concretizza la strategia di investimento immobiliare che Sorgente Group ha attuato negli ultimi anni sulla scena del Real Estate market a Manhattan. "Con questa ulteriore acquisizione, il gruppo romano supera il 50% della proprieta' ed ha un'ulteriore possibilita' di incrementare la partecipazione fino al 75% circa", ha detto Valter Mainetti, a.d. di Sorgente Group.
ANSA - 26 gennaio 2009
Il gruppo Sorgente ha finalizzato in questi giorni l'acquisto di una quota di maggioranza nel Flatiron Building, uno dei grattacieli storici di Manhattan, e non esclude in futuro di giungere ad una partecipazione del 75%. Come ha indicato Valter Mainetti, Amministratore Delegato di Sorgente Spa, il pagamento e' previsto in due tranche, la seconda delle quali verra' versata a giugno. Secondo la stampa Usa, il Flatiron e' valutato circa 190 milioni di dollari e l'obiettivo finale del gruppo Sorgente e' di trasformarlo in un albergo di lusso, nei prossimi anni. Il Daily News, uno dei tabloid di New York, sostiene che ci vorra' una decina d'anni almeno, fino a quando cioe' scadranno gli ultimi contratti di affitto. Il principale inquilino e' la casa editrice St.Martin Press. I permessi per trasformare il grattacielo in albergo gia' ci sono e la Landmark Preservation Commission, la commissione che tutela i monumenti storici, ha dato il suo via libera: basta che la facciata storica non venga modificata. Il Flatiron, noto per essere il piu' 'magro' dei grattacieli newyorchesi, con la sua tradizionale forma triangolare, si trova all'incrocio della Quinta e della 23.ma strada, proprio dove Broadway, una delle poche arterie diagonali dell'isola, passa dall'Ovest all'Est di Manhattan. E' stato costruito nel 1911 e per diversi anni e' stato, con i suoi 18 piani, il grattacielo piu' alto di New York. L'operazione sul Flatiron e' stata possibile, tra l'altro, grazie alla vendita, nei mesi scorsi, della quota che il gruppo Sorgente possedeva nel Chrysler Building, un'altra icona della Grande Mela. Il Chrysler, il grattacielo preferito degli americani, e' finito sotto il controllo di un fondo sovrano di Abu Dhabi, che ha pagato 800 milioni di dollari per una quota di controllo pari al 75% del totale.
ASCA - 26 gennaio 2009
Si e' conclusa la trattativa che attribuisce a Sorgente Group Spa la maggioranza del pacchetto azionario della societa' proprietaria del grattacielo simbolo di New York: il Flatiron Building. A confermare la notizia, anticipata in un'esclusiva dal quotidiano newyorkese Daily News, la stessa societa' italiana attiva nel settore dei fondi immobiliari. Il Flatiron Building, si precisa nel comunicato, confluisce nell'''Historic & Trophy Buildings Fund'', fondo immobiliare di diritto lussemburghese, riservato a investitori qualificati e specializzato in edifici cosiddetti 'trophy', che acquisisce quote, anche di minoranza, in immobili di pregio localizzati nei centri storici di grandi citta' come New York, Londra, Parigi, Roma, Milano e Venezia. ''Con questa ulteriore acquisizione (l'accordo e' stato firmato il 16 gennaio), il Gruppo romano supera il 50% della proprieta' ed ha un ulteriore possibilita' di incrementare la partecipazione fino al 75% circa'', ha dichiarato Valter Mainetti, amministratore delegato di Sorgente Group Spa. ''Il pagamento e' stato previsto in due tranches, una immediata e una nel prossimo giugno'', ha aggiunto. La trattativa, rileva un comunicato del Gruppo, e' stata condotta dal direttore Generale di Sorgente SGR, Stefano Cervone, in sintonia con Veronica Mainetti da New York, responsabile delle attivita' di investimento negli Usa. La controparte e' stata rappresentata da Mr. Jeff Gural, numero uno della Newmark Knight Frank, primario operatore immobiliare di New York. Gural manterra' una partecipazione di minoranza nella proprieta' e restera' affidata a Newmark Knight Frank la gestione del Flatiron. L'annuncio, continua la nota, rappresenta l'ultimo atto di una trattativa che ha consentito al Gruppo Sorgente di acquistare un immobile di prestigio sociale, prima che artistico, nel pieno centro di New York. L'evento assume quindi anche il valore simbolico di un'ulteriore affermazione europea, nel caso di specie italiana, sul mercato americano. Secondo il Gruppo Sorgente, la soddisfazione per la chiusura di un'operazione di tale importanza si accompagna alla consapevolezza di giocare un ruolo sempre piu' incisivo nel panorama immobiliare della 'Grande Mela'. L'acquisizione delle quote di maggioranza del Flatiron da' seguito, infatti, ad altre operazioni compiute da Sorgente Group S.p.a., come il precedente acquisto di una significativa partecipazione del Chrysler Building.
RASSEGNA STAMPA flatiron building 2008
MILANO FINANZA 18-06-08
IL MONDO - 18-06-08
NEW YORK POST - 18-06-08
IL FOGLIO QUOTIDIANO 16-06-08
LA TRIBUNE 16-06-08
LA STAMPA 15-06-08
LE FIGARO 15-06-08
BORSA E FINANZA 14-06-08
LE MONDE 14-06-08
IL MONDO 13-06-08
AVVENIRE 13-06-08
IL VENERDì DI REPUBBLICA 13-06-08
THE INDEPENDENT 13-06-08
LA STAMPA 12-06-08
ITALIA OGGI 12-06-08
MILANO FINANZA 12-06-08
LA REPUBBLICA 12-06-08
IL SOLE 24 ORE 12-06-8
IL RESTO DEL CARLINO – LA NAZIONE – IL GIORNO – 12-06-08
IL MESSAGGERO 12-06-08
IL CORRIERE DELLA SERA 12-06-08
GIORNALE DI BRESCIA 12-06-08
FINANZA E MERCATI 12-06-08
TIME 12-06-08
AM-NEW YORK 12-06-08
FINANCIAL TIMES 12-06-08
HERALD TRIBUNE 12-06-08
FRANFFURTEN ALLGEMEINE 12-06-08
WOLKEMKRATZER IM ANGEBOT
FINANCIAL TIME.COM 11-06-08
THE WALL STREET JOURNAL on line 11-06-08
ADNKRONOS 11-06-08
IL SOLE 24 ORE - FINANZA & MERCATI – 16/07/06 – di P. Dezza
...”In settimana Sorgente SGR, attraverso il Fondo Michelangelo, ha acquistato lo storico Flatiron Building di New York, valutato 120 milioni di $. A fine 2005 la società ha acquisito tramite la controllata americana Michelangelo Properties, il 27,70% della Provictor, joint venture tra Prudential e Tishman Speyer che controlla il 75% del grattacielo Chrysler Building di New York. Il valore dell’investimento è stato di 103 milioni di dollari. Sorgente punta però a rilevare la quota di maggioranza del Chrysler a breve”…
MILANO FINANZA - 15/07/06 - di Teresa Campo
Nel mattone ci bazzica da sempre, Ma certo l’aver issato il tricolore su due dei grattacieli storici di New York ha sollecitato l’attenzione di molti su Valter Mainetti e sulla sua Sorgente, holding che controlla l’omonima società di gestione di fondi immobiliari che nel suo patrimonio include appunto i grattacieli Flatiron e Chrysler Building di Manhattan, Di Sorgente Mainetti è l’amministratore delegato ma anche il principale azionista (circa 1’80%) insieme con la sua famiglia. La quota rimanente è in mano a Paolo Emilio Nistri e famiglia, imprenditore con cui a fine anni ‘90 ha appunto costituito Sorgente sgr. In comune i due del resto avevano molti punti: esperienze imprenditoriali, conoscenza del mercato americano, voglia di esplorare l’allora nascente mercato dei fondi immobiliari chiusi.
Mainetti, 55 anni, il mattone ce l’ha nel sangue: il nonno Luigi Binda nei primi anni ‘20 vendette tutto quello che possedeva in Italia e si trasferì negli Stati Uniti dove in pochi anni si affermò come operatore nel campo delle grandi costruzioni, in particolare le infrastrutture portanti in ferro dei grattacieli. Suo, tra gli altri, è il famoso Chrysler Building, grattacielo icona di N ew York, capolavoro dell’art decò, lo stesso di cui il nipote Valter, attraverso il fondo Michelangelo di Sorgente sgr ha acquisito il 27,7% lo scorso novembre.
Luigi Bihda si spense appena quarantenne, ma non l’interesse della famiglia per il mattone, portato avanti dalla figlia italoamericana Ancilla Teresa e dal marito Sergio Mainetti, e poi da Valter e oggi anche dalla figlia Veronica.
L’idea di creare fondi immobiliari Mainetti l’accarezzava dagli anni ‘80, quando cominciò a conoscerli proprio negli Usa come strumento per la gestione di grandi patrimoni immobiliari. Concretizzata con Nistri, 82 anni, anche lui esperto del mercato americano dove ha operato attraverso la sua società Omi (Ottica meccanica italiana).
Oggi la batteria di fondi targata Sorgente (Michelangelo, Raffaello, Caravaggio, Donatello, Tiziano e Baglioni) ha all’attivo investimenti immobiliari per 2,5 miliardi di euro. In Italia come all’estero (Baglioni ha in portafoglio gli hotel della catena omonima, di cui cinque in Francia).
L’approccio al mercato americano, in particolare al settore terziario cui appartengono i due grattacieli acquisiti, deriva dal fatto che «in America i prezzi degli uffici sono in linea con i rendimenti che offrono. La bolla speculativa colpisce solo il settore residenziale», spiega Mainetti. «L’interesse per gli edifici storici invece, oltre che dall’amore per il bello, nasce dal fatto che, proprio in quanto storici, come uffici risultano un po’ obsoleti sotto il profilo tecnico e quindi potrebbero essere riconvertiti in immobili residenziali. E a quel punto il loro valore raddoppierebbe».
Al momento la prospettiva appare più concreta per il Flatiron, acquistato per 6 mila dollari al metro quadro, la cui trasformazione potrebbe essere cosa fatta nel giro di una decina d’anni, un po’ più diluita nel tempo per il Chrysler, ma in cui Mainetti vuole comunque aumentare la partecipazione considerando che ha l’opzione per salire fino al 75%.
Non previsti invece altri acquisti negli States anche se, dopo il Chrysler, molte sono le proposte di grattacieli del neogotico newyorkese giunte sulla sua scrivania, con in più la benedizione dell’amministrazione pubblica, molto interessata a salvaguardare un patrimonio edilizio così prezioso. I progetti in vista però non si esauriscono qui.
In pentola già bolle l’acquisto di un importante centro commerciale a Roma, alla firma la prossima settimana, più altre operazioni per un totale di 200 milioni per fine anno. E poi l’idea di realizzare un fondo di private equity immobiliare specializzato in grandi opere pubbliche come porti e aeroporti. E infine la costituzione di una sgr speculativa, attraverso cui realizzare lo sviluppo di intere aree.
Mainetti, 55 anni, il mattone ce l’ha nel sangue: il nonno Luigi Binda nei primi anni ‘20 vendette tutto quello che possedeva in Italia e si trasferì negli Stati Uniti dove in pochi anni si affermò come operatore nel campo delle grandi costruzioni, in particolare le infrastrutture portanti in ferro dei grattacieli. Suo, tra gli altri, è il famoso Chrysler Building, grattacielo icona di N ew York, capolavoro dell’art decò, lo stesso di cui il nipote Valter, attraverso il fondo Michelangelo di Sorgente sgr ha acquisito il 27,7% lo scorso novembre.
Luigi Bihda si spense appena quarantenne, ma non l’interesse della famiglia per il mattone, portato avanti dalla figlia italoamericana Ancilla Teresa e dal marito Sergio Mainetti, e poi da Valter e oggi anche dalla figlia Veronica.
L’idea di creare fondi immobiliari Mainetti l’accarezzava dagli anni ‘80, quando cominciò a conoscerli proprio negli Usa come strumento per la gestione di grandi patrimoni immobiliari. Concretizzata con Nistri, 82 anni, anche lui esperto del mercato americano dove ha operato attraverso la sua società Omi (Ottica meccanica italiana).
Oggi la batteria di fondi targata Sorgente (Michelangelo, Raffaello, Caravaggio, Donatello, Tiziano e Baglioni) ha all’attivo investimenti immobiliari per 2,5 miliardi di euro. In Italia come all’estero (Baglioni ha in portafoglio gli hotel della catena omonima, di cui cinque in Francia).
L’approccio al mercato americano, in particolare al settore terziario cui appartengono i due grattacieli acquisiti, deriva dal fatto che «in America i prezzi degli uffici sono in linea con i rendimenti che offrono. La bolla speculativa colpisce solo il settore residenziale», spiega Mainetti. «L’interesse per gli edifici storici invece, oltre che dall’amore per il bello, nasce dal fatto che, proprio in quanto storici, come uffici risultano un po’ obsoleti sotto il profilo tecnico e quindi potrebbero essere riconvertiti in immobili residenziali. E a quel punto il loro valore raddoppierebbe».
Al momento la prospettiva appare più concreta per il Flatiron, acquistato per 6 mila dollari al metro quadro, la cui trasformazione potrebbe essere cosa fatta nel giro di una decina d’anni, un po’ più diluita nel tempo per il Chrysler, ma in cui Mainetti vuole comunque aumentare la partecipazione considerando che ha l’opzione per salire fino al 75%.
Non previsti invece altri acquisti negli States anche se, dopo il Chrysler, molte sono le proposte di grattacieli del neogotico newyorkese giunte sulla sua scrivania, con in più la benedizione dell’amministrazione pubblica, molto interessata a salvaguardare un patrimonio edilizio così prezioso. I progetti in vista però non si esauriscono qui.
In pentola già bolle l’acquisto di un importante centro commerciale a Roma, alla firma la prossima settimana, più altre operazioni per un totale di 200 milioni per fine anno. E poi l’idea di realizzare un fondo di private equity immobiliare specializzato in grandi opere pubbliche come porti e aeroporti. E infine la costituzione di una sgr speculativa, attraverso cui realizzare lo sviluppo di intere aree.
LA REPUBBLICA – 14/07/06 ( e su www.repubblica.it) di Arturo Zampaglione
Il “Flatiron” NEW YORK - Quando il Flatiron Building fu inaugurato, più di un secolo fa, divenne subito il simbolo dell’era dei grattacieli. Le strade di Manhattan erano ancora ingolfate da carrozze, scugnizzi e sterco di cavallo. Di auto ce ne erano pochissime. Ma New York aveva l’ambizione di diventare la prima città verticale, oltre che il cuore della economia moderna. E quel palazzo avveniristico a forma di ferro da stiro, alto 22 piani all’incrocio di Braoadway e della Quinta avenue, era proprio la dimostrazione della vitalità della metropoli. Adesso il Flatiron è passato, assieme alla sua storia e al suo simbolismo, nelle mani di investitori italiani.
Sorgente Sgr, una delle prime società di gestione del risparmio del settore immobiliare con il fondo chiuso Michelangelo, ha infatti rilevato il Flatiron dalla famiglia Gurral. L’atto di acquisto è stato firmato da Veronica Mainetti, responsabile delle attività di Sorgente negli Stati Uniti, dove vive da quasi tre anni. “E’ il secondo investimento che facciamo a New York”, ha spiegato la Mainetti, riferendosi all’ingresso del gruppo, due anni fa, nel capitale del Chrysler building con il 27,5%. “Siamo convinti - spiega - che ci siano ottime possibilità nella valorizzazione di edifici storici”.
A dispetto delle fosche previsioni sulla “bolla immobiliare”, le quotazioni del mattone a New York non sono scese di molto. Il mercato continua a essere dinamico, alimentato dai capitali che affluiscono da ogni angolo del pianeta, dai bonus dei finanzieri di Wall Street e dalla unicità del luogo. Ma era da tempo che non si vedeva un interesse specifico da parte di grandi investitori italiani.
Il prezzo pagato dal gruppo italiano per il Flatiron è ancora un segreto. Si sa solo che la valutazione dell’edificio era di 6mila dollari a metro quadro, in tutto 120 milioni di dollari, cioè poco più di 90 milioni di euro, e che presumibilmente la cifra sborsata è inferiore. L’acquisto - che ha richiesto un paziente lavoro di avvocati e consulenti, tra cui Ed Allen, Luciano Magri e lo studio LeBoeuf - è stato realizzato attraverso una società ad hoc, la Michelangelo Flatiron building investment Llc, controllata dalla Michelangelo properties, che è a sua volta il braccio operativo americano del fondo Michelangelo.
Per il momento i nuovi proprietari del Flatiron non si occuperanno della gestione, che resterà affidata ai Gurral. Gli eventuali progetti di ristrutturazione, a cominciare dall’ipotesi di conversione a uso abitativo, dovranno aspettare dieci anni, cioè la scadenza dei contratti di affitto (quasi tutto il palazzo è occupato da circa 40 anni dalla casa editrice tedesca Holtzbrinck Publisher).
Il Flatiron, (87 metri), è uno dei massimi punti di riferimento dell’architettura newyorkese. Progettato dall’architetto Daniel Burnham su commissione della società edilizia di George Fuller, fu uno dei primi palazzi ad utilizzare la tecnica delle strutture di ferro e gli ascensori elettrici. Ha forme classicheggianti e motivi ornamentali. La sua forma triangolare unica, riconoscibile, deriva dal luogo di costruzione, all’interesezione ad angolo acuto di Broadway e la Quinta avenue, ed è all’origine del nome: Flatiron, ferro da stiro. Nel 1902 il Faltiron fece scalpore. Ma la sua fama è stata tramandata dalle cartoline e dai film.
Sorgente Sgr, una delle prime società di gestione del risparmio del settore immobiliare con il fondo chiuso Michelangelo, ha infatti rilevato il Flatiron dalla famiglia Gurral. L’atto di acquisto è stato firmato da Veronica Mainetti, responsabile delle attività di Sorgente negli Stati Uniti, dove vive da quasi tre anni. “E’ il secondo investimento che facciamo a New York”, ha spiegato la Mainetti, riferendosi all’ingresso del gruppo, due anni fa, nel capitale del Chrysler building con il 27,5%. “Siamo convinti - spiega - che ci siano ottime possibilità nella valorizzazione di edifici storici”.
A dispetto delle fosche previsioni sulla “bolla immobiliare”, le quotazioni del mattone a New York non sono scese di molto. Il mercato continua a essere dinamico, alimentato dai capitali che affluiscono da ogni angolo del pianeta, dai bonus dei finanzieri di Wall Street e dalla unicità del luogo. Ma era da tempo che non si vedeva un interesse specifico da parte di grandi investitori italiani.
Il prezzo pagato dal gruppo italiano per il Flatiron è ancora un segreto. Si sa solo che la valutazione dell’edificio era di 6mila dollari a metro quadro, in tutto 120 milioni di dollari, cioè poco più di 90 milioni di euro, e che presumibilmente la cifra sborsata è inferiore. L’acquisto - che ha richiesto un paziente lavoro di avvocati e consulenti, tra cui Ed Allen, Luciano Magri e lo studio LeBoeuf - è stato realizzato attraverso una società ad hoc, la Michelangelo Flatiron building investment Llc, controllata dalla Michelangelo properties, che è a sua volta il braccio operativo americano del fondo Michelangelo.
Per il momento i nuovi proprietari del Flatiron non si occuperanno della gestione, che resterà affidata ai Gurral. Gli eventuali progetti di ristrutturazione, a cominciare dall’ipotesi di conversione a uso abitativo, dovranno aspettare dieci anni, cioè la scadenza dei contratti di affitto (quasi tutto il palazzo è occupato da circa 40 anni dalla casa editrice tedesca Holtzbrinck Publisher).
Il Flatiron, (87 metri), è uno dei massimi punti di riferimento dell’architettura newyorkese. Progettato dall’architetto Daniel Burnham su commissione della società edilizia di George Fuller, fu uno dei primi palazzi ad utilizzare la tecnica delle strutture di ferro e gli ascensori elettrici. Ha forme classicheggianti e motivi ornamentali. La sua forma triangolare unica, riconoscibile, deriva dal luogo di costruzione, all’interesezione ad angolo acuto di Broadway e la Quinta avenue, ed è all’origine del nome: Flatiron, ferro da stiro. Nel 1902 il Faltiron fece scalpore. Ma la sua fama è stata tramandata dalle cartoline e dai film.
MF -14/07/06 – DA NEW YORK, Andrea Fiano
Un ferro da stiro, ma anche il più bello del mondo. È la sede del quotidiano Daily Bugle nei film di Spiderman, dove da ieri sventola virtualmente il tricolore. Il Fondo Michelangelo della Sorgente Sgr ha infatti annunciato ieri l’acquisto di uno dei gioielli di Manhattan, il Flatiron Building sulla 23esima strada fra Fifth Avenue e Broadway. Ovvero un palazzo che deve il suo nome alla particolare forma della sua facciata, che ricorda, in quanto triangolare, quella di un enorme ferro da stiro. Oggetto perenne di fotografie e dipinti, il grattacielo è stato valutato 120 milioni di dollari, pari a 6 mila dollari a metro quadrato. Per il Fondo Michelangelo quella del Flatiron è la seconda grossa operazione nella Big Apple dopo quella di una quota della società che controlla il Chrysler Building. Il tutto tramite una società, la Michelangelo Flatiron Building Investment, creata ad hoc e controllata dalla Michelangelo Properties, a sua volta parte del Fondo Michelangelo.
Il Fuller building, o Flatiron, viene considerato il primo grattacielo di New York perché era uno degli edifici più alti di Manhattan quando venne completato nel 1902, con i suoi 22 piani per un’ altezza di 87 metri. L’architetto del progetto fu Daniel Burnham, mentre a costruire fu l’impresa di George Fuller, che inizialmente diede il nome all’edificio. La zona circostante, oggi piena di studi grafici e agenzie di pubblicità, viene definita Flatiron district, mentre da diverse decine di anni il maggiore inquilino è il gruppo editoriale tedesco Holtzbrinck, e negli anni 80 il negozio d’angolo del pian terreno venne brevemente affittato da uno stilista italiano.
Lo scorso novembre, invece, era stata annunciata l’acquisizione del 27,7% della società chè controlla il 75% del Chrysler Building e in quell’ occasione Sorgente sgr parlò di una valutazione di 3.700 dollari al metro quadrato, per un valore complessivo di 500 milioni e un rendimento annuo di circa 60 milioni di. dollari. Il Fondo Michelangelo opera attraverso la controllata americana Michelangelo Properties, che in quel caso acquisì la partecipazione tramita la tedesca Tmw, controllata da Prudential.
Sorgente sgr ha avuto all’inizio di maggio il rating MQ3 da parte di Moody’ s, ovvero un rating sulla qualità della gestione di un patrimonio che era di 1,2 miliardi di euro a fine 2005. Il gruppo è stato fondato da Paolo Emilio Nistri e Valter Mainetti nel novembre del 1999 con un capitale iniziale di 3 milioni di euro e dal novembre 2004 è parte del gruppo Sorgente, che fa capo a una holding spa che controlla diverse società operative. Il Fondo Michelangelo è stato lanciato nel 2001, ed è investito al 46% direttamente in edilizia commerciale, mentre il Fondo Caravaggio, quotato a Milano, è investito direttamente sull’immobiliare per il 73%.
Il Fuller building, o Flatiron, viene considerato il primo grattacielo di New York perché era uno degli edifici più alti di Manhattan quando venne completato nel 1902, con i suoi 22 piani per un’ altezza di 87 metri. L’architetto del progetto fu Daniel Burnham, mentre a costruire fu l’impresa di George Fuller, che inizialmente diede il nome all’edificio. La zona circostante, oggi piena di studi grafici e agenzie di pubblicità, viene definita Flatiron district, mentre da diverse decine di anni il maggiore inquilino è il gruppo editoriale tedesco Holtzbrinck, e negli anni 80 il negozio d’angolo del pian terreno venne brevemente affittato da uno stilista italiano.
Lo scorso novembre, invece, era stata annunciata l’acquisizione del 27,7% della società chè controlla il 75% del Chrysler Building e in quell’ occasione Sorgente sgr parlò di una valutazione di 3.700 dollari al metro quadrato, per un valore complessivo di 500 milioni e un rendimento annuo di circa 60 milioni di. dollari. Il Fondo Michelangelo opera attraverso la controllata americana Michelangelo Properties, che in quel caso acquisì la partecipazione tramita la tedesca Tmw, controllata da Prudential.
Sorgente sgr ha avuto all’inizio di maggio il rating MQ3 da parte di Moody’ s, ovvero un rating sulla qualità della gestione di un patrimonio che era di 1,2 miliardi di euro a fine 2005. Il gruppo è stato fondato da Paolo Emilio Nistri e Valter Mainetti nel novembre del 1999 con un capitale iniziale di 3 milioni di euro e dal novembre 2004 è parte del gruppo Sorgente, che fa capo a una holding spa che controlla diverse società operative. Il Fondo Michelangelo è stato lanciato nel 2001, ed è investito al 46% direttamente in edilizia commerciale, mentre il Fondo Caravaggio, quotato a Milano, è investito direttamente sull’immobiliare per il 73%.
IL SOLE 24 ORE - FINANZA & MERCATI – 14/07/06
Diventa italiano uno dei puù antichi grattacieli di New York, il Flatiron Building (“Ferro da stiro”), simbolo della Manhattan del primo Novecento. A comprare l’edificio è stata Sorgente SGR, la società di gestione del risparmio del settore immobiliare che due anni fa già acquisì una delle icone di New York, il Chrysler Building. La valutazione del Flatiron è di 120 milioni di dollari, pari a 6.000 dollari al metro quadrato.
IL GIORNALE -14/07/06 [GDB]
Quando lo ideò, Daniel Burnham pensò di aver fatto un capolavoro. Non era un tipo modesto Burnham, però non si sbagliava. il Flatiron Building è il grattacielo più antico di New York ed è rimasto il più incredibile. Da oggi uno dei simboli della Manhattan dei primi del Novecento è italiano. A comprare l’edificio è stata Sorgente Sgr, la società di gestione del risparmio del settore immobiliare che due anni fa già acquisì una delle icone di New York, il Chrysler Building. La valutazione del Flatiron, che da circa 40 anni è quasi interamente locato alla casa editrice tedesca Holtzbrinck Publishers, è di 120 milioni di dollari (quasi 95 milioni di euro), pari a 6mila dollari al metro quadro.
L’edificio si trova tra la Quinta Strada e Broadway: fu completato nel 1902 su progetto di Burnham e commissione della compagnia di costruzione di George Fuller.
Per la sua particolare forma a ferro da stiro, resa necessaria dalla convergenza delle due strade, venne denominato Flatiron (ferro da stiro, appunto). Il capolavoro non era solo nella forma: il Flatiron è stato il primo grattacielo autonomo fornito di un sistema antincendio e dotato di una centrale termica per la produzione di energia il cui vapore residuo viene utilizzato per riscaldare gli ambienti interni e per alimentare l’originale meccanismo di funzionamento dell’ ascensore. Con un’altezza di 87 metri distribuita su 22 piani, rappresentava poi, all’epoca, l’edificio più alto di New York.
Non solo. Verso la fine del 1902 venne infatti eretta la torre dell’ orologio del New York Life Building che fece superare di parecchio il record. Con i suoi 180 centimetri di larghezza, il Flatiron però non è riuscito a perdere il primato di palazzo più stretto. Per questo qualcuno lo definì «l’anoressico». Anzi, a dirla tutta, lo definì così proprio Burnham tra il serio e il divertito. I newyorkesi lo amano, anche se i più dubbiosi amavano chiamarlo Burnham’s Folly.
La sottigliezza dell’edificio crea delle correnti d’aria particolari al livello della strada.
Tempo addietro un poliziotto aveva il compito di controllare che nessuno rimirasse troppo a lungo le gambe delle donne, scoperte da quel vento malizioso.
L’edificio si trova tra la Quinta Strada e Broadway: fu completato nel 1902 su progetto di Burnham e commissione della compagnia di costruzione di George Fuller.
Per la sua particolare forma a ferro da stiro, resa necessaria dalla convergenza delle due strade, venne denominato Flatiron (ferro da stiro, appunto). Il capolavoro non era solo nella forma: il Flatiron è stato il primo grattacielo autonomo fornito di un sistema antincendio e dotato di una centrale termica per la produzione di energia il cui vapore residuo viene utilizzato per riscaldare gli ambienti interni e per alimentare l’originale meccanismo di funzionamento dell’ ascensore. Con un’altezza di 87 metri distribuita su 22 piani, rappresentava poi, all’epoca, l’edificio più alto di New York.
Non solo. Verso la fine del 1902 venne infatti eretta la torre dell’ orologio del New York Life Building che fece superare di parecchio il record. Con i suoi 180 centimetri di larghezza, il Flatiron però non è riuscito a perdere il primato di palazzo più stretto. Per questo qualcuno lo definì «l’anoressico». Anzi, a dirla tutta, lo definì così proprio Burnham tra il serio e il divertito. I newyorkesi lo amano, anche se i più dubbiosi amavano chiamarlo Burnham’s Folly.
La sottigliezza dell’edificio crea delle correnti d’aria particolari al livello della strada.
Tempo addietro un poliziotto aveva il compito di controllare che nessuno rimirasse troppo a lungo le gambe delle donne, scoperte da quel vento malizioso.
IL MESSAGGERO - 14/07/06
Novecento, diventa italiano. A comprare l’edificio è stata Sorgente Sgr, la società di gestione del risparmio del settore immobiliare che due anni fa già acquisì una delle icone di New York, il Chrysler Building.
La valutazione del Flatiron è di 120 milioni di dollari. L’edificio, localizzato tra la Quinta Strada e Broadway, fu costruito nel 1902 dall’ architetto Daniel Burnham su commissione della compagnia di costruzione di George Fuller. Per la sua particolare forma a ferro da stiro venne denominato Flatiron (ferro da stiro, apppunto). Con un’altezza di 87 metri rappresentava, all’epoca, l’edificio più alto di New York. L’acquisizione è stata finalizzata attraverso la neocostituita Michelangelo Flatiron Building Investment, società controllata da Michelangelo Properties, braccio operativo negli Stati Uniti del Fondo Michelangelo, lanciato da Sorgente nel 2001.
La valutazione del Flatiron è di 120 milioni di dollari. L’edificio, localizzato tra la Quinta Strada e Broadway, fu costruito nel 1902 dall’ architetto Daniel Burnham su commissione della compagnia di costruzione di George Fuller. Per la sua particolare forma a ferro da stiro venne denominato Flatiron (ferro da stiro, apppunto). Con un’altezza di 87 metri rappresentava, all’epoca, l’edificio più alto di New York. L’acquisizione è stata finalizzata attraverso la neocostituita Michelangelo Flatiron Building Investment, società controllata da Michelangelo Properties, braccio operativo negli Stati Uniti del Fondo Michelangelo, lanciato da Sorgente nel 2001.
IL TEMPO – 14/07/06
Uno dei più antichi grattacieli di New York, il Flatiron Building, simbolo della Manhattan del primo Novecento, diventa italiano. A comprare l’edificio è stata Sorgente Sgr, la società di gestione del risparmio del settore immobiliare che due anni fa già acquisì il Chrysler Building. La valutazione del Flatiron è di 120 milioni di dollari, pari a 6mila dollari al metro quadro. L’acquisizione è stata finalizzata attraverso la neocostituita Michelangelo Building Investment.
QUOTIDIANO NAZIONALE - 14/07/06
Uno dei più antichi grattacieli di New York, il Flatiron Building, simbolo della Manhattan del primo Novecento, diventa italiano. A comprare l’edificio, conosciuto per la forma a ferro da stiro, è stata Sorgente SGR, la società di gestione del risparmio del settore immobiliare che due anni fa acquisì una delle icone di New York, il Chrysler Building. Il prezzo è stato di 120 milioni di dollari, circa 6mila al mq.
LA STAMPA – 14/07/06
Il Flatiron Building, il caratteristico grattacielo a traingolo simbolo di New York agli inizi del ‘900, il più vecchio della grande mela, diventa italiano. Lo ha rilevato il fondo Michelangelo, una società di gestione del risparmio, pagando circa 93 milioni di euro, quasi 5 mila euro al metroquadro. L’edificio, composto da 22 piani per 82 metri d’altezza, è stato disegnato dall’architetto Daniel Burnham e costruito nel 1902.
IL DENARO QUOTIDIANO 14/07/06
Uno dei più antichi grattacieli di New York, il Flatiron Building, simbolo della Manhattan del primo Novecento, diventa italiano. A comprare l’edificio è Sorgente SGR, la società di gestione del risparmio del settore immobiliare che due anni fa già acquisisce una delle icone di New York, il Chrysler Building.
La valutazione del Flatiron, che da circa 40 anni è quasi interamente locato alla casa editrice tedesca Holtzbrinck Publishers, è di 120 milioni di dollari, pari 6mila dollari al metro quadro. L’edificio, localizzato tra la Quinta Strada e Broadway viene costruito nel 1902 dall’architetto Daniel Burnham su commissione della compagnia di costruzione George Fuller. Con un’altezza di 87 metri distribuita su 22 piani, rappresentava, all’epoca, l’edificio più alto di New York.
La valutazione del Flatiron, che da circa 40 anni è quasi interamente locato alla casa editrice tedesca Holtzbrinck Publishers, è di 120 milioni di dollari, pari 6mila dollari al metro quadro. L’edificio, localizzato tra la Quinta Strada e Broadway viene costruito nel 1902 dall’architetto Daniel Burnham su commissione della compagnia di costruzione George Fuller. Con un’altezza di 87 metri distribuita su 22 piani, rappresentava, all’epoca, l’edificio più alto di New York.
REAL ESTATE – settembre 2006
Con 17 milioni, la Sgr italiana detiene il 28,8 per cento della società che possiede il prestigioso immobile di Manhattan. Un palazzo a reddito, valutato 120 milioni, che rende il 6 per cento circa
I primi incontri a New York, alla metà di febbraio, sono stati condotti da Veronica Mainetti e da Stefano Cervone, che hanno successivamente curato le diverse fasi del processo acquisitivo sotto lo diretta regio di Valter Mainetti, Michelangelo Properties è stata finanziata per il compimento dell’acquisizione dal Fondo Michelangelo.
Finalmente Veronica Mainetti, Responsabile dell’attività del Gruppo Sorgente negli Stati Uniti, ha apposto la fatidica firma per l’atto di acquisto della partecipazione nella proprietà del Flatiron Building, il palazzo simbolo della Manhattan del primo Novecento, tra la Quinta Strada e Broadway. Il nome ne ricorda la forma, un ferro da stiro, ideata dall’architetto Daniel Burnham. Da circa 40 anni lo occupa la casa editrice tedesca “Holtzbrinck Publisher”. La redditività dell’immobile è costante ed elevata e si attesta intorno al 6 per cento. Il palazzo, che è stato valutato 120 milioni di dollari, per 6 mila dollari al metro quadro, è alto 87 metri e ha 22 piani. Spiega Stefano Cervone, Executive Director di Sorgente Sgr: “Sorgente, per conto del Fondo Michelangelo, ha negoziato 1’assunzione di una partecipazione di riferimento (28,8 per cento) nella società Michelangelo GIIK Flatiron Building LLC, alla quale è riconducibile il Flatiron Building.
L’impegno finanziario è stato di circa 17 milioni di dollari; la società che ha agito è stata Michelangelo Properties, braccio operativo del Fondo Michelangelo per gli investimenti negli States. L’assetto proprietario dell’immobile è parcellizzato su diverse property companies, con significativo ricorso a raffinati schemi partecipativi e di finanziamento. Lo schema seguito è, quindi, quello classico per le operazioni di Sorgente all’ estero: acquisizione di una partecipazione intorno al 30 per cento con opzione sul resto”.
"Loperazione è stata introdotta a Michelangelo Properties dal socio di minoranza Goldfay & Waltson, attraverso due mediatori professionali, l'avvocato newyorkese Edrnond Allen e Luciano Magri di Park Avenue Realty Consultants Llc. I primi incontri a New York, alla metà di febbraio, sono stati condotti da Veronica Mainetti e da Stefano Cervone, che hanno successivamente curato le diverse fasi del processo acquisitivo sotto la diretta regia di Valter Mainetti. Michelangelo Properties è stata finanziata per il compimento dell' acquisizione dal Fondo Michelangelo. La provvista è stata utilizzata per capitalizzare un veicolo di scopo, Michelangelo Flatiron Investment Llc, che ha rilevato la partecipazione di riferimento nella società Michelangelo Giik Flatiron Building Llc, società titolare della quota maggioritaria nella proprietà del prestigioso grattacielo.
L’acquisizione si finanzia con equity del Fondo Michelangelo. Per il futuro non si esclude che il Flatiron possa essere oggetto di una riqualifìcazione, che lo porterebbe ad un ulteriore aumento di valore. “Sorgente mantiene alta l’attenzione e il monitoraggio sulle dinamiche del mercato newyorkese”, risponde Stefano Cervone, “che riteniamo ancora molto interessante. E’ allo studio la possibilità di incrementare la nostra posizione nella proprietà del Chrysler Building, opportunità per la quale occorre tuttavia verificare una serie di condizioni soprattutto con riguardo all’assetto dei rapporti con i partners”.
I primi incontri a New York, alla metà di febbraio, sono stati condotti da Veronica Mainetti e da Stefano Cervone, che hanno successivamente curato le diverse fasi del processo acquisitivo sotto lo diretta regio di Valter Mainetti, Michelangelo Properties è stata finanziata per il compimento dell’acquisizione dal Fondo Michelangelo.
Finalmente Veronica Mainetti, Responsabile dell’attività del Gruppo Sorgente negli Stati Uniti, ha apposto la fatidica firma per l’atto di acquisto della partecipazione nella proprietà del Flatiron Building, il palazzo simbolo della Manhattan del primo Novecento, tra la Quinta Strada e Broadway. Il nome ne ricorda la forma, un ferro da stiro, ideata dall’architetto Daniel Burnham. Da circa 40 anni lo occupa la casa editrice tedesca “Holtzbrinck Publisher”. La redditività dell’immobile è costante ed elevata e si attesta intorno al 6 per cento. Il palazzo, che è stato valutato 120 milioni di dollari, per 6 mila dollari al metro quadro, è alto 87 metri e ha 22 piani. Spiega Stefano Cervone, Executive Director di Sorgente Sgr: “Sorgente, per conto del Fondo Michelangelo, ha negoziato 1’assunzione di una partecipazione di riferimento (28,8 per cento) nella società Michelangelo GIIK Flatiron Building LLC, alla quale è riconducibile il Flatiron Building.
L’impegno finanziario è stato di circa 17 milioni di dollari; la società che ha agito è stata Michelangelo Properties, braccio operativo del Fondo Michelangelo per gli investimenti negli States. L’assetto proprietario dell’immobile è parcellizzato su diverse property companies, con significativo ricorso a raffinati schemi partecipativi e di finanziamento. Lo schema seguito è, quindi, quello classico per le operazioni di Sorgente all’ estero: acquisizione di una partecipazione intorno al 30 per cento con opzione sul resto”.
"Loperazione è stata introdotta a Michelangelo Properties dal socio di minoranza Goldfay & Waltson, attraverso due mediatori professionali, l'avvocato newyorkese Edrnond Allen e Luciano Magri di Park Avenue Realty Consultants Llc. I primi incontri a New York, alla metà di febbraio, sono stati condotti da Veronica Mainetti e da Stefano Cervone, che hanno successivamente curato le diverse fasi del processo acquisitivo sotto la diretta regia di Valter Mainetti. Michelangelo Properties è stata finanziata per il compimento dell' acquisizione dal Fondo Michelangelo. La provvista è stata utilizzata per capitalizzare un veicolo di scopo, Michelangelo Flatiron Investment Llc, che ha rilevato la partecipazione di riferimento nella società Michelangelo Giik Flatiron Building Llc, società titolare della quota maggioritaria nella proprietà del prestigioso grattacielo.
L’acquisizione si finanzia con equity del Fondo Michelangelo. Per il futuro non si esclude che il Flatiron possa essere oggetto di una riqualifìcazione, che lo porterebbe ad un ulteriore aumento di valore. “Sorgente mantiene alta l’attenzione e il monitoraggio sulle dinamiche del mercato newyorkese”, risponde Stefano Cervone, “che riteniamo ancora molto interessante. E’ allo studio la possibilità di incrementare la nostra posizione nella proprietà del Chrysler Building, opportunità per la quale occorre tuttavia verificare una serie di condizioni soprattutto con riguardo all’assetto dei rapporti con i partners”.
COMUNICATO STAMPA DELL’11/07/06
Dopo circa cinque mesi di trattative, è stato raggiunto l’accordo per l’inserimento del Gruppo Sorgente nella proprietà del FLATIRON BUILDING di New York. Ieri, alle ore 15.00 locali, Veronica Mainetti, responsabile dell’attività del Gruppo negli USA, ha firmato a New York, per conto della Michelangelo Properties Inc, l’atto di acquisizione della partecipazione nella proprietà del palazzo, simbolo della Manhattan del primo Novecento.
Per finalizzare l’operazione, è stata costituita nel mese di giugno la Michelangelo Flatiron Building Investment LLC, società controllata da Michelangelo Properties Inc., braccio operativo negli USA del Fondo Michelangelo, lanciato da Sorgente nel 2001 e riservato ad investitori istituzionali.
La valutazione dell’intero immobile è stata di 120 milioni di dollari, con un valore per metro quadro di 6.000 dollari. L’edificio è quasi interamente locato, da circa 40 anni, alla casa editrice tedesca “Holtzbrinck Publishers”. Il palazzo, localizzato tra la Fifth Avenue e Broadway, fu costruito nel 1902 dall’architetto Daniel Burnham su commissione della compagnia di costruzione di George Fuller. Per la sua particolare forma a ferro da stiro, resa necessaria dalla convergenza delle due strade, venne denominato Flatiron Building; con un’altezza di 87 metri distribuita su 22 piani, rappresentava, all’epoca, l’edificio più alto di New York. Ancora oggi è apprezzato per la sua architettura classicheggiante e per i suoi motivi ornamentali che si ispirano allo stile gotico e rinascimentale.
Dopo l’acquisizione del 27,70% della società che detiene il controllo del Chrysler Building, il grattacielo icona di New York, con il Flatiron il Gruppo Sorgente consolida la sua presenza in USA. “Gli Stati Uniti insieme alla Francia – sottolinea l’Amministratore Delegato Valter Mainetti – sono i mercati internazionali nei quali interveniamo più attivamente focalizzando sempre la nostra attenzione su edifici con un incontestabile valore storico”.
In particolare, la Michelangelo Flatiron Building Investment LLC ha acquisito il 28,8% della newco (Michelangelo GIIK Flatiron Building LLC) che possiede il controllo del grattacielo. Venditrice della partecipazione dell’immobile è stata la società Newmark Frank Knight, controllata dalla famiglia Gural.
Per finalizzare l’operazione, è stata costituita nel mese di giugno la Michelangelo Flatiron Building Investment LLC, società controllata da Michelangelo Properties Inc., braccio operativo negli USA del Fondo Michelangelo, lanciato da Sorgente nel 2001 e riservato ad investitori istituzionali.
La valutazione dell’intero immobile è stata di 120 milioni di dollari, con un valore per metro quadro di 6.000 dollari. L’edificio è quasi interamente locato, da circa 40 anni, alla casa editrice tedesca “Holtzbrinck Publishers”. Il palazzo, localizzato tra la Fifth Avenue e Broadway, fu costruito nel 1902 dall’architetto Daniel Burnham su commissione della compagnia di costruzione di George Fuller. Per la sua particolare forma a ferro da stiro, resa necessaria dalla convergenza delle due strade, venne denominato Flatiron Building; con un’altezza di 87 metri distribuita su 22 piani, rappresentava, all’epoca, l’edificio più alto di New York. Ancora oggi è apprezzato per la sua architettura classicheggiante e per i suoi motivi ornamentali che si ispirano allo stile gotico e rinascimentale.
Dopo l’acquisizione del 27,70% della società che detiene il controllo del Chrysler Building, il grattacielo icona di New York, con il Flatiron il Gruppo Sorgente consolida la sua presenza in USA. “Gli Stati Uniti insieme alla Francia – sottolinea l’Amministratore Delegato Valter Mainetti – sono i mercati internazionali nei quali interveniamo più attivamente focalizzando sempre la nostra attenzione su edifici con un incontestabile valore storico”.
In particolare, la Michelangelo Flatiron Building Investment LLC ha acquisito il 28,8% della newco (Michelangelo GIIK Flatiron Building LLC) che possiede il controllo del grattacielo. Venditrice della partecipazione dell’immobile è stata la società Newmark Frank Knight, controllata dalla famiglia Gural.
ASCA CHANNEL 13-07-2006 16:12 - [Economia]
(ASCA) - Roma, 13 lug - Localizzato tra la Fifth Avenue e Broadway, il Flatiron Building fu costruito nel 1902 dall’architetto Daniel Burnham su commissione della compagnia di costruzione di George Fuller. Per la sua particolare forma a ferro da stiro, resa necessaria dalla convergenza delle due strade, venne denominato Flatiron Building.
Con un’altezza di 87 metri distribuita su 22 piani, rappresentava, all’epoca, l’edificio piu’ alto di New York. Ancora oggi e’ apprezzato per la sua architettura classicheggiante e per i suoi motivi ornamentali. ‘’Gli Stati Uniti e la Francia - sottolinea Valter Mainetti, Amministratore Delegato di Sorgente - sono i mercati internazionali nei quali interveniamo piu’ attivamente focalizzando la nostra attenzione su edifici di incontestabile valore storico’’. Sorgente SGR dopo aver conseguito importanti successi con il fondo immobiliare chiuso Michelangelo, ad oggi gestisce i fondi Caravaggio, quotato in Borsa, ma anche Raffaello e Donatello e Baglioni, che portano l’equity di fondi autorizzati dalla Banca d’Italia a oltre 1,1 miliardi di euro.
Con un’altezza di 87 metri distribuita su 22 piani, rappresentava, all’epoca, l’edificio piu’ alto di New York. Ancora oggi e’ apprezzato per la sua architettura classicheggiante e per i suoi motivi ornamentali. ‘’Gli Stati Uniti e la Francia - sottolinea Valter Mainetti, Amministratore Delegato di Sorgente - sono i mercati internazionali nei quali interveniamo piu’ attivamente focalizzando la nostra attenzione su edifici di incontestabile valore storico’’. Sorgente SGR dopo aver conseguito importanti successi con il fondo immobiliare chiuso Michelangelo, ad oggi gestisce i fondi Caravaggio, quotato in Borsa, ma anche Raffaello e Donatello e Baglioni, che portano l’equity di fondi autorizzati dalla Banca d’Italia a oltre 1,1 miliardi di euro.
ASCA CHANNEL 13-07-2006 16:12 - [ECONOMIA]
(ASCA) - Roma, 13 lug - Dopo il Chrysler Building, il fondo Michelangelo ha acquistato il Flatiron Building di New York - simbolo della Manhattan del primo novecento - consolidando la sua presenza negli USA. Lo annuncia una nota. Veronica Mainetti, responsabile negli USA dell’attivita’ di Sorgente, una delle principali SGR del settore immobiliare con un potenziale di 2,5 miliardi di euro, ha firmato l’atto di acquisizione.
L’operazione e’ stata realizzata attraverso la neocostituita Michelangelo Flatiron Building Investment LLC, societa’ controllata da Michelangelo Properties Inc., braccio operativo negli USA del Fondo Michelangelo. La valutazione dell’intero immobile e’ pari a 120 milioni di dollari, con un valore per metro quadro di 6.000 dollari. L’edificio e’ quasi interamente locato, da circa 40 anni, alla casa editrice tedesca ‘’Holtzbrinck Publisher’’.
L’operazione e’ stata realizzata attraverso la neocostituita Michelangelo Flatiron Building Investment LLC, societa’ controllata da Michelangelo Properties Inc., braccio operativo negli USA del Fondo Michelangelo. La valutazione dell’intero immobile e’ pari a 120 milioni di dollari, con un valore per metro quadro di 6.000 dollari. L’edificio e’ quasi interamente locato, da circa 40 anni, alla casa editrice tedesca ‘’Holtzbrinck Publisher’’.
(ANSA) - ROMA, 13 lug -
Uno dei più antichi grattacieli di New York, il Flatiron Building, simbolo della Manhattan del primo Novecento, diventa italiano. A comprare l’edificio è stata Sorgente Sgr, la società di gestione del risparmio del settore immobiliare che due anni fa già acquisì una delle icone di New York, il Chrysler Building. La valutazione del Flatiron, che da circa 40 anni è quasi interamente locato alla casa editrice tedesca Holtzbrinck Publisher, è di 120 milioni di dollari, pari a 6mila dollari al metro quadro.
L’edificio, localizzato tra la Quinta Strada e Broadway, fu costruito nel 1902 dall’architetto Daniel Burnham su commissione della compagnia di costruzione di George Fuller. Per la sua particolare forma a ferro da stiro, resa necessaria dalla convergenza delle due strade, venne denominato Flatiron (ferro da stiro, appunto).
Con un’altezza di 87 metri distribuita su 22 piani, rappresentava, all’epoca, l’edificio più alto di New York. L’acquisizione è stata finalizzata attraverso la neocostituita Michelangelo Flatiron Building Investment, società controllata da Michelangelo Properties, braccio operativo negli Stati Uniti del Fondo Michelangelo, lanciato da Sorgente nel 2001 e riservato a investitori istituzionali. (ANSA).
L’edificio, localizzato tra la Quinta Strada e Broadway, fu costruito nel 1902 dall’architetto Daniel Burnham su commissione della compagnia di costruzione di George Fuller. Per la sua particolare forma a ferro da stiro, resa necessaria dalla convergenza delle due strade, venne denominato Flatiron (ferro da stiro, appunto).
Con un’altezza di 87 metri distribuita su 22 piani, rappresentava, all’epoca, l’edificio più alto di New York. L’acquisizione è stata finalizzata attraverso la neocostituita Michelangelo Flatiron Building Investment, società controllata da Michelangelo Properties, braccio operativo negli Stati Uniti del Fondo Michelangelo, lanciato da Sorgente nel 2001 e riservato a investitori istituzionali. (ANSA).
